Alex Schwazer, come il voler essere il più forte di tutti distrugga un campione.

Partecipare alle gare internazionali di sport (Olimpiadi, Mondiali ed Europei) più o meno seguiti dalla gente (e non “minori” come mi ricorda sempre la blogger Biljana Prijic), significa molto per gli atleti e ancora di più se si vince (con buona pace di De Coubertain che affermava che l’importante era partecipare…) , sia in termini di notorietà personale che economici (140 mila euro vale una medaglia d’oro alle olimpiadi di Londra 2012, senza contare i futuri contratti con aziende a livello pubblicitario che si potrebbero stipulare) ma vale ancora di più per i tecnici dei campioni e i dirigenti della federazione medagliata, presidente in testa, che vedono le proprie quotazioni salire in vista di futuri incarichi nel CONI nazionale. Ora sappiamo cosa significhi per un presidente di federazione una non medaglia alle olimpiadi. E’ il caso del presidente della FIDAL adesso che è scoppiato il caso del marciatore azzurro Schwazer, oro a Pechino 2008. Tutto quello costruito di buono negli ultimi 4 anni viene di getto buttato via facendo sorgere il dubbio che i risultati ottenuti fino ad ora siano stati raggiunti in modo non proprio pulito e con “aiutini” strani. In merito alla questione del marciatore Alex Schwazer, tutta la Fidal e anche il Coni, per bocca del suo presidente uscente Gianni Petrucci, hanno cercato di minimizzare l’accaduto ma è servito a poco. L’eco suscitata in campo nazionale e d internazionale dalla sua positività è stata alla stregua di una deflagrazione. L’atleta ormai ex azzurro, non è partito per Londra (aveva già rinunciato alla 20 Km) ma la sua non presenza alla maratona finale non serve a nulla. Tutta la gara, tutti i 42 km e 195 metri saranno un continuo richiamo a quello che poteva essere e che invece non sarà per colpa del viaggio in Turchia a comprare dell’Epo in una farmacia di quel paese. L’ammissione immeditata al proprio allenatore Didoni, a seguito della notizia battuta delle agenzie che l’atleta positivo all’Epo era lui, non è servito a essere più indulgenti e le susseguenti dichiarazioni dal tono “volevo essere il più forte di tutti” non hanno fatto che peggiorare la situazione. Non voglio entrare nella questione psicologica della scelta di doparsi del ragazzo ma (pur essendo Commendatore della repubblica italiana è sempre un ragazzo) l’ormai ex Carabiniere del Centro Sportivo di Bologna a differenza di altri casi, si è assunto la responsabilità senza affermare che fosse stato mal interpretato o che la colpa fosse da ricercarsi in altre persone al lui vicine. Un po’ di dubbio c’è. Che sia tutta farina del suo sacco? I dubbi rimangono ma solo le indagini potranno confermare o meno questa sensazione. La storia è segnata per il medaglia d’oro a Pechino 2008. Dopo essere stato messo alla gogna mediatica per il tempo sufficiente e mai sufficiente sarà abbastanza, il suo nome riemergerà ogni volta che si parlerà di Olimpiadi e doping. Alex Schawazer continuerà ad essere supportato dalla sua famiglia, dagli amici più stretti, se ne ha e, dalla “sua” Carolina Costener e stop. Come nelle migliori tradizioni qualcuno farà presente alla Carolina che non è “bello” essere il fidanzato di una persona con una medaglia d’oro in odor di doping e anche l’amore piano piano verrà a meno considerando i contratti pubblicitari in essere che si condividono con la stessa azienda del suo fidanzato. Che anche lei ne possa pagare le conseguenze per questo gesto sconsiderato? Lo sapeva oppure come dice il nostro Alex lei era allo oscuro? La giustizia sportiva farà il suo corso. Verrà squalificato, ricoperto di disonore, “licenziato” dall’Arma e tenuto fuori da tutti i circuiti buoni di atletica leggera che fino al fatidico giorno di Londra 2012 facevano la fila per averlo come atleta o solo come testimone alle gare sportive di Maratona. In quest’ultime, solo per alzare la bandierina del via, fare alcuni scatti fotografici e andarsene via tra gli applausi senza attendere la fine della gara, i “cachet” sono nell’ordine di alcuni migliaia di euro. In passato altri atleti sono stati toccati dal doping, sia nel campo maschile che quello femminile, ma mai nessuno era un campione olimpico e alla vigilia di una nuova olimpiade. Sono cadute pesanti, molti atleti sono rimaste a terra ma altri si sono rialzate e sono ripartite. Alle persone si dà una seconda chance. Il marciatore italiano è giovane. Altri casi di persone dopate e squalificate, come già scritto, sono ritornate allo sport – ricordiamo recentemente il ciclista spagnolo Contador – sapendo che ogni cosa che fà verrà sottoposta sotto la lente d’ingrandimento allo scopo di trovare il pelo nell’uovo ma, se le persone che gli vogliono bene lo sosterranno, non è detto che alle prossime Olimpiadi di Rio 2016 oltre ad applaudire le gesta della Crevalcorese Jessica Rossi si possano applaudire di nuovo le gesta del marciatore Alex Schwazer.

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Informazioni su Bruno Angelo Porcellana

Mi piace viaggiare, scattare fotografie e sono molto curioso. Mi piace la multimedialità artistica in tutte le sue forme. Sono un appassionato fotografo, mi piace scrivere ma più di tutto sono interessato alle novità, mi piace scoprire e imparare. Mi piace andare al Cinema. Mi piace sentire la musica in generale, dall'Hard Rock alla sinfonica. I love take pictures, I love writing and I am very curiuous. I like to travel. I like the multi-media in all its forms, video and audio. I'm curious, I like to discover and learning. I like to go to the cinema, I like to hear the music from hard rock to symphonic.
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