Madrid scende in piazza e a Roma si discute delle dimissioni della Polverini.

Come è lontana l’Europa. Oggi ci si domanda di chi siano le responsabilità dei mancati controlli sui Consiglieri Regionali che si sono spartiti migliaia di Euro. La presidente manda a carte quarantotto il consiglio regionale laziale presentando le dimissioni dopo che i gruppi di minoranza (PD e SEL in testa) avevano minacciato di dare le dimissioni per fare pressione sulla presidente. Questo non è servito, in quanto l’UDC di Casini, in maggioranza con la Polverini con alcune dichiarazioni del suo leader che andavano contro l’ex sindacalista di destra ne aveva decretato la fine ma nulla succedeva e così la presidente ha preso il toro per le corna e con il motto, “muoia Sansone con tutti i Filistei”, si è dimessa.

La Polverini ha tolto il disturbo e così l’ex segretaria generale dell’UGL, prima donna a ricoprire l’incarico di presidente della Regione Lazio, si è dovuta dimettere a seguito delle beghe all’interno del PDL e degli scandali che hanno visto coinvolti uomini di punta del partito che la sosteneva. Gli scontri tra gli uomini ex AN e FI mentre a livello nazionale sono state ricomposte (La Russa contro gli ex FI) con accordi per le prossime elezioni politiche, lo scandalo dei fondi ha affondato la Giunta della Polverini dando così di fatto il Lazio, la Provincia di Roma e il Comune alla centrosinistra se nulla avverrà prima della prossima primavera.

Lo scandalo della Regione Lazio ha fatto venire alla luce, anzi, ha portato a conoscenza degli italiani la modifica del Titolo V della Costituzione, approvato a fine legislatura con pochi di maggioranza dal Governo di Centro Sinistra di Giuliano Amato dove venivano elevati a rango costituzionale anche i Comuni e le Province e concedendo autonomia impositiva alle Regioni. Oggi tutti contestano quella modifica ma nessuno all’epoca chiese che venisse sottoposto a referendum confermativo, cosa avvenuta successivamente per la riforma federale proposta dal centrodestra e cassata dagli elettori.

Oggi il gioco più alla moda è quello dello scaricabarile. Destra e sinistra hanno i loro problemi ma non passa minuto che Bersani attacchi il PDL e viceversa. Con presidenti di Regione indagati e un alto tasso di parlamentari con problemi con la giustizia , Monti (e non solo) gioisce del Harakiri dei partiti politici che obtorto collo, PD in testa, stanno sostenendo un governo che è tutto e il contrario di tutto come si evince dalle dichiarazioni che ogni giorno si leggono sui giornali dei nostri politici. Quale sarà il futuro politico dell’Italia dopo questi ultimi scandali che rischiano di affondare gli ultimi politici che hanno a cuore veramente l’Italia?

Madrid è sull’orlo di una crisi di nervi, come è Atene da molti mesi, ma dove sono gli indignati italiani che protestano contro gli scandali che coinvolgono la nostra classe politica. Tutti gli osservatori politici vedono nella presidenza della Repubblica l’ultimo bastione della legalità anche se non dimentichiamoci che con lo pseudo scandalo delle intercettazioni di qualche mese fa, si era cercato di coinvolgere Napolitano e portarlo sullo stesso piano degli altri. Non è stato cos, per nostra fortuna e se siamo ancora in piedi e non siamo ancora falliti come Nazione lo dobbiamo a lui; Monti è il suo braccio ma la volontà di avere un governo tecnico lo si deve fare risalire all’uomo del Colle. Scelta discutibile (non del presidente del Consiglio ma di alcuni suoi ministri) ma che fino ad ora gli ha dato ragione.

Ultimo punto, Monti non si deve chiamare fuori. E’ facile fare il moralizzatore e addossare la responsabilità sugli altri. Anche lui ha nominato sottosegretari che sono stati rimossi perché indagati a seguito di comportamenti censurabili e lui non ha fatto una piega. Anche lui, come gli altri politici di elezione o di nomina a vita, non si deve dimenticare di essere italiano e che se la politica con la P maiuscola, fallisse il suo compito di mediazione e di indirizzo tutto verrebbe a meno. Ora attendiamo un rinnovamento della classe politica e non solo romana, in modo tale che la gente possa ritornare alla politica vera, quella di servizio e che non premi con questi comportamenti truffaldini movimenti come quello di Grillo che attaccano la politica tradizionale e che accusano i partiti tradizionali di essere “out of date” e che devono essere rottamati.

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Informazioni su Bruno Angelo Porcellana

Mi piace viaggiare, scattare fotografie e sono molto curioso. Mi piace la multimedialità artistica in tutte le sue forme. Sono un appassionato fotografo, mi piace scrivere ma più di tutto sono interessato alle novità, mi piace scoprire e imparare. Mi piace andare al Cinema. Mi piace sentire la musica in generale, dall'Hard Rock alla sinfonica. I love take pictures, I love writing and I am very curiuous. I like to travel. I like the multi-media in all its forms, video and audio. I'm curious, I like to discover and learning. I like to go to the cinema, I like to hear the music from hard rock to symphonic.
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