Monti, il Governo e la nuova Manovra finanziaria. Quando la fantasia è al potere.

Sono passati più di 5 giorni da quando il Governo, dopo una lunga riunione e in sessione notturna, ha approvato il Patto di Stabilità che inciderà pesantemente sugli italiani nei prossimi anni.

In attesa del provvedimento cartaceo e definitivo, previsto per queste ore, le anticipazioni fatte in conferenza stampa dal Governo e le successive dichiarazioni dei membri governativi non sono del tutto positive e rassicuranti anche se qualche raggio di sole (taglio imposte) si è visto ma è stato subito oscurato dal resto tra tutti l’aumento dell’IVA di 1 punto percentuale.

Tutti i membri del Governo hanno rifiutato di chiamarla “manovra correttiva dei conti” come si soleva chiamare durante la prima Repubblica, ma tale sembra e i provvedimenti adottati nel complesso hanno un ampia forbice che varia, a seconda a chi lo si chieda, di circa 19 miliardi. Si va dagli 11.5 – 12 miliardi di valutazione governativa, come dichiarato dal Sottosegretario Polillo sulla 7, ai 30 miliardi dichiarati dall’ex ministro Tremonti ad in Onda sempre sulla 7. Prendendo per buona quella governativa, anche se non si può parlare di stangata poco di manca. A questo aggiungiamoci il surreale comunicato stampa del Governo che smentiva le dichiarazioni del Sottosegretario Polillo sull’abbassamento di un punto dell’Irpef per le aliquote più basse e poi, invece, inserito a fine del Consiglio dei Ministri e il gioco degli improvvisati è fatto.

Molto bastone (meno detrazioni, deduzioni e introduzione di franchigie da subito e nella dichiarazione dei redditi del prossimo anno. Aumento dell’IVA di un punto da luglio 2013 e altro ancora) e poca carota, come la riduzione dell’Irpef di un punto sulle aliquote più basse ma sarà veramente reale o è solo uno specchietto per le allodole. Il futuro è grigio scuro tendente al nero, le prospettive di crescita sono sotto zero e aumenta la disoccupazione. Ora attendiamo il provvedimento inviato alla firma del presidente della Repubblica e si potrà dare un giudizio più corretto e avveduto anche se il provvedimento rischia di essere modificato (sarà vero?) in Parlamento a seguito delle dichiarazioni di tutti i gruppi politici di maggioranza e minoranza.

Che cosa poi dire delle dichiarazioni della Fornero, ministro del Welfare, che, durante un incontro pubblico nel bolognese di qualche giorno fa, ha asserito che “alcuni aspetti del provvedimento non le piacciono e spera che vengano cambiati”. Una domanda nasce spontanea, ma lei al CdM era presente oppure era da un’altra parte visto e considerato che ha votato a favore e non si leggono dichiarazioni post Consiglio contro qualcosa o qualcuno. Le sirene delle elezioni si stanno sentendo sempre più forti e i ministri e sottosegretari meno tecnici e più politici (e ce ne sono molti) stanno sentendo il richiamo e allora cercano di smarcarsi da Mario Monti ma questo è un altro aspetto e che è collegato con il discorso delle primarie del centrosinistra.

Renzi ha iniziato a girare l’Italia da un po’ di tempo. La direzione nazionale del PD ha permesso al sindaco di Firenze di partecipare alle primarie di coalizione che si svolgeranno con un doppio turno il 25 novembre e il 2 dicembre facendo modificare il regolamento in quanto, se non fosse stato cambiato il regolamento, il candidato premier sarebbe stato il segretario PD, ovvero Bersani. Invece, ora, ci sono 3 candidati ufficiali e altri se ne aggiungeranno sicuramente prima di fine novembre. Oggi i candidati sono Bersani, Renzi e Vendola e forse Tabacci (quest’ultimo Deputato e assessore al Bilancio al Comune di Milano – area cattolica). Al termine della direzione è stato firmato un accordo con SEL e i socialisti di Nencini in attesa di vedere ulteriori sviluppi. Sicuro è che una parte del PD (che vedeva bene l’esperienza di Monti) è rimasta spiazzata in quanto nei documenti firmati non si parla di Monti e questa la dice lunga sulla volontà del PD, almeno di una certa parte, di assumere le redini del comando e dimenticare la stagione “montiana” al più presto con il suo strascico di polemiche e in modo particolare con la riforma delle pensioni e del lavoro. La componente cattolica è importante, ma è minoritaria in un partito che ha le sue radici nell’evoluzione del PCI ma se vuole vincere non può essere lasciata dietro.

A Roma stanno cercando di modificare la legge “porcellum” e si spera, cosa non sicura, che sia migliore di quella che si andrebbe a sostituire. Una cosa è certa, la venuta a meno del nome dell’aspirante premier dalle schede elettorali e così facendo le coalizioni vincenti avrebbero le mani libere nella individuazione del premier (cose da prima Repubblica e Costituzione vigente). Una cosa chiedo ai parlamentari che stanno riscrivendo la legge elettorale e che dovrà vedere la luce quanto prima (si spera); con tutto il rispetto per la memoria di Mirko Tremaglia, storico esponente della destra italiana, sarebbe meglio che il Parlamento rivedesse, al ribasso, la questione dei parlamentari eletti nelle circoscrizioni estere. Costano molto e non portano nulla agli italiani. Sono qui pronto per essere smentito. Incidono sulla vita degli italiani (in termini di leggi e approvazioni di “manovre fiscali”) mentre chi li ha eletti, italiani all’estero, vivono in paesi così lontani e forse non sanno neanche dove si trova l’Italia sulla carta geografica. Esperienza diretta e conoscenza personale.

Se la strada per Palazzo Chigi per il PD è in salita, causa scontri interni e non solo, encefalogramma piatto dal PDL che fino ad ora, conti alla mano, ha la maggioranza in Parlamento ma appena si andrà alle elezioni, con questa o altra legge elettorale, rischia di prendere una scoppola tale che se lo ricorderà per molto tempo. A questo si aggiunga le crisi delle varie regioni governate dal Centrodestra, ultima in ordine di apparizione ma la più importante in termini di immagine e peso economico, la Lombardia, dove Formigoni, dopo l’ennesimo arresto di un membro della sua Giunta ha avuto un “out-out” dalla Lega e che probabilmente questo comporterà l’azzeramento della Giunta, dimissioni del Consiglio ed elezioni nel 2013.

Una debacle su tutti i fronti per l’uomo che veniva considerato il successore in pectore di Berlusconi a Roma. Dopo molti anni di comando in Regione, Roberto Formigoni è destinato a ritirarsi dalla vita politica a causa di scandali che alla fine lo hanno travolto. Innocente o colpevole? Sarà la Magistratura nei prossimi mesi a farcelo sapere.

Il segretario Bersani ha iniziato la campagna elettorale del PD da Bettola, paese del piacentino e suo luogo natale. A dire la verità si è trattato del comizio 0 (zero) durante il quale Bersani si è presentato alla stampa e ha avuto, per un giorno, i riflettori tutti per lui. Renzi ha accolto bene l’arrivo di Bersani nell’agone delle primarie e ha chiesto che il partito fosse neutro allo scopo che la macchina del PD fosse non fosse indirizzata a favore del segretario. Difficile di questa neutralità. Molti segretari, e a tutti i livelli, cittadini, provinciali e regionali, si sono schierati con Bersani, come il segretario provinciale di Bologna Donini. Giusto? Non sta a me dirlo ma credo di si, la politica non è essere neutri, bisogna prendere posizione. Un aspetto molto importante che Bersani ha cercato di sottolineare, pur non essendo nel programma e non citato a fine direzione, è il riferimento a Mario Monti e al suo Governo per cercarsi di imbonire i “montiani” e quella parte del PD di estrazione Cattolica e che non ha visto bene l’allontanamento dal UDC di Casini. Bersani ha detto di aver voluto Monti per il bene dell’Italia. Sarà pur vero, ma per certi versi la presenza del PD nella coalizione che ha sostenuto Monti è stata impalpabile visto e considerato che la maggioranza è ancora del centrodestra. Molti provvedimenti sono stati votati “obtorto collo” e si è sempre sperato di modificare i provvedimenti in Parlamento cosa che non è sempre avvenuta (anzi, quasi mai) in quanto il Governo ha sempre fatto spallucce e in momenti delicati per la sua vita ha sempre posto il voto di fiducia (fino ad ora sono state 34) e anche con la legge di stabilità la strada che si prenderà alla fine sarà quella della fiducia e così, per l’ennesima volta, il PD dovrà fare bella faccia a cattivo gioco. La volontà di governare per il PD nel dopo Monti si scontra con la realtà di una politica debole, irrisa da tutti e non in grado di fare le scelte cruciali per una nazione in crisi come la nostra. A questo punto il male minore, per molti, è che dopo Monti ci sia Monti così molte castagne dal fuoco verrebbero levate e nel caso di fallimento tutti sarebbero pronti a dire che loro non erano al Governo. A questo aggiungiamo l’inizio dell’auto rottamazione dei parlamentari del PD che hanno ricoperto incarichi di primordine. Il primo è stato Veltroni che ha dichiarato che non si ripresenterà (ma è lui o il partito a candidare le persone?) mentre D’Alema ha detto che se il partito glielo chiede è disponibile a ricandidarsi (c’è stato anche un appello di circa 600 amministratori che chiedono a D’Alema di ricandidarsi) ma Bersani ha risposto che lui non candida nessuno e se nel caso volesse candidari, D’Alema facesse pervenire la richiesta di deroga ai 3 mandati. Difficile che questo accada. Forse sarebbe stato meglio che D’Alema avesse fatto un passo indietro ma veramente non vedremo D’Alema più a Roma? Da ex presidente della Camera e di altri importanti incarichi, ex ministro degli Esteri, Massimo D’Alema sarà ancora una parte importante per il PD.

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Informazioni su Bruno Angelo Porcellana

Mi piace viaggiare, scattare fotografie e sono molto curioso. Mi piace la multimedialità artistica in tutte le sue forme. Sono un appassionato fotografo, mi piace scrivere ma più di tutto sono interessato alle novità, mi piace scoprire e imparare. Mi piace andare al Cinema. Mi piace sentire la musica in generale, dall'Hard Rock alla sinfonica. I love take pictures, I love writing and I am very curiuous. I like to travel. I like the multi-media in all its forms, video and audio. I'm curious, I like to discover and learning. I like to go to the cinema, I like to hear the music from hard rock to symphonic.
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