Obama vince ma non stravince le elezioni. Quale futuro per il mondo e i suoi abitanti?

Le elezioni presidenziali sono ormai alle spalle e con la vittoria di Obama, riconosciuta anche dalla sfidante repubblicano Mitt Romney, l’America ha deciso di concedere la “seconda chance” al suo Comandante in capo. Pur avendo superato di slancio la soglia del numero dei 270 Grandi Elettori, per Barak Obama non è stata una vittoria travolgente, anzi, i dati indicano che il presidente verrà rieletto con una percentuale poco superiore al 50% dell’elettorato che si è iscritto e a conferma di ciò, come una cartina di tornasole, i Democratici avranno il solo controllo del Senato mentre i Repubblicani avranno la maggioranza dei deputati presso la Camera dei Rappresentanti. Governare in siffatta situazione potrà essere veramente difficile per il presidente. Il sistema elettorale americano, seppur farraginoso e complesso, permette in tempo quasi reale, per merito della tecnologia, di sapere chi sarà il presidente. Infatti ogni Stato americano ha un certo numero di Grandi Elettori sulla base della popolazione. Per esempoio la California ne ha 55 mentre il New Hampshire ne ha 4. I Grandi Elettori sono in totale 538 (100 senatori, 435 deputati della Camera dei rappresentanti e 3 del Washington District of Columbia, creato a posta in quanto gli eletti sarebbero solo 545) e si riuniranno il lunedì dopo il secondo mercoledì di dicembre, ovvero il 17 dicembre 2012. In quella data dovranno esprimere la preferenza sul ticket e procedere così alla elezione del Presidente e del suo vice. I risultati verranno inviati a Washington D.C. il prossimo 6 gennaio 2013 e il Congresso procederà allo scrutinio dei voti. I risultati dell’Election Day hanno determinato il nome del presidente degli Stati Uniti anche se i Grandi elettori si esprimeranno in un momento successivo. Tuttavia, essendo collegati a un preciso candidato, si suppone che voteranno per il loro candidato e così Obama sarà il 45 presidente degli USA.

Interessante? Sicuramente si, ma più interessante è stato il discorso di stamattina di Obama durante il quale, sapendo di avere vinto ma non stravinto, ha invitato Mitt Romney e i Repubblicani a collaborare per il bene degli USA. Perfetto, non fa una grinza. In Italia una cosa così non si sarebbe mai verificata (invito a collaborare) e ne abbiamo avuto già la prova quando nel 2006 Romano Prodi, candidato premier per il centrosinistra, vinse per pochi voti e ottenne una maggioranza risicata in Parlamento e in modo particolare al Senato (e tutti sanno come andò a finire). Forte della vittoria il professore di Bologna non invitò la minoranza di centrodestra ad unirsi a lui per le scelte strategiche, anzi, tutte le cariche istituzionali furono occupate da esponenti del Centrosinistra e il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è l’ultimo in carica di quella stagione politica. L’Italia non sono gli USA e anche in questioni come queste lo stile “Iuesei “ è totalmente differente.

L’elezione del presidente americano non deve fare dimenticare che oltre all’election day ci sono stati anche una serie di referendum nei vari stati americani i cui risultati incideranno sulla vita degli americani nei prossimi anni. “Si” alle unioni omosessuali negli stati del Maine e del Maryland, “si” alla legalizzazione della marijuana, non vincolata a scopi terapeutici e “si” ai fondi per l’aborto, negli stati di Washington e Colorado. Chissà se ciò potrai mai avvenire anche in Italia ovvero dare alla gente la possibilità di esprimersi su argomenti che in uno stato laico come il nostro dovrebbe essere normale e non essere presi sempre per “minorati” e a limitata capacità cognitiva. Purtroppo questa è una la linea comune di quasi tutti i politici italiani, sia di una o dell’altra parte politica e quando qualcuno esce dal coro è una voce stonata.

Ora siamo tutti presi nel complimentarci con Obama e la sua elezione ma i problemi sul tappeto ci sono e sono tanti sia di politica interna che internazionale. Si va dalla questione del debito pubblico americano (100% del PIL) alla questione dell’Iran passando alla Cina e per non farci mancare nulla, alla crisi del debito mondiale e in modo particolare dell’area dell’Eurozona (il debito mondiale supera il PIL mondiale di 6 volte!). Non aspettiamoci nulla di eclatante da parte di Obama nei confronti del mondo e di ricette salvifiche. La visione americana è molto egocentrica. Washington è il centro del mondo. Nulla si fa se non c’è un interesse della nazione a stelle e strisce. E’ ovvio che se ci sono cose positive la ricaduta potrebbe essere anche per gli altri, ma ripeto, non aspettiamoci nulla. Una cosa che si può augurare è che Dio benedica il mondo e non solo gli USA.

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Informazioni su Bruno Angelo Porcellana

Mi piace viaggiare, scattare fotografie e sono molto curioso. Mi piace la multimedialità artistica in tutte le sue forme. Sono un appassionato fotografo, mi piace scrivere ma più di tutto sono interessato alle novità, mi piace scoprire e imparare. Mi piace andare al Cinema. Mi piace sentire la musica in generale, dall'Hard Rock alla sinfonica. I love take pictures, I love writing and I am very curiuous. I like to travel. I like the multi-media in all its forms, video and audio. I'm curious, I like to discover and learning. I like to go to the cinema, I like to hear the music from hard rock to symphonic.
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