Confronto tv. Renzi convince, Bersani vince e il centro destra si scioglie al sole.

La settimana che sta per concludersi sarà la settimana decisiva per il panorama politico nazionale. Per chi lo sarà effettivamente? Più per la destra o la sinistra? Un’idea ce la siamo fatta ma solo domenica sera, ad urne chiuse delle primarie del centro-sinistra, sapremo se questa idea è quella giusta oppure no. Ormai si trattano di primarie del PD per individuare il candidato premier, visto e considerato che i due sfidanti rimasti in lizza sono il segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani e il sindaco PD di Firenze Matteo Renzi.Ieri sera circa 6 milioni e mezzo di spettatori hanno visto il confronto tv su Rai1. Il confronto si è disputato più di fioretto che di clava, tra i due esponenti del Partito Democratico. Positivo alla comprensione da un lato non avendo urlato ma dall’altro, avendo evitati colpi bassi che potessero nuocere al PD nel suo intero, non si è permesso al telespettatore di capire effettivamente le differenze tra i due candidati premier. Secondo autorevoli osservatori il confronto sarebbe stato vinto Bersani anche con l’aiuto di molte metafore popolari, di cui ha infarcito il suo intervento e che hanno spazientito Renzi.

A proposito di “farcitura e tacchini”, vogliamo ritornare sul proverbio/metafora che Bersani ha usato a proposito dell’accordo (che lui considera un condono) con la Svizzera per i capitali trasferiti in modo “non corretto” (eufemismo). Il proverbio sarebbe stato tradotto dal tedesco utilizzando il termine tacchino al posto di piccione (“Meglio un pulcino in mano che un tacchino sul tetto”) e che sarebbe l’equivalente del nostro proverbio “E’ meglio un uovo oggi che una gallina domani”.  La domanda, dopo il confronto di ieri sera, nasce spontanea, chi sarà tra Bersani e Renzi l’uovo e la gallina? (A proposito di ciò non dimenticatevi dell’affermazione del segretario che avrebbe affermato che se perdesse avendo un grande vantaggio su Renzi “sarebbe un pollo”?

Noi non pensiamo che Bersani sia un pollo (non avendo ancora perso e con molte probabilità di vincere) e che Renzi sia il tacchino sacrificale sull’altare dell’unità della sinistra. Secondo noi, a differenza di quelli americani, cucinati per il giorno del ringraziamento, il sindaco di Firenze può ancora dire la sua anche se il partito Democratico è quasi interamente “bersaniano”. Le accuse di essere un “berluschino” di sinistra rivolte a Renzi – anche se per la toscana Rosi Bindi, “Renzi non è un “berluschino ma è in qualche modo figlio del ventennio berlusconiano” e la sua visita ad Arcore di qualche tempo fa, non ha certamente messo in buona luce Renzi agli occhi degli elettori di sinistra. Questi, a differenza di Bersani, non ha un “pedigree” di sinistra certificato e a modo di sfottò gli ricordano di essere stato un Scout – anche se, in ambito internazionale, essere stato Scout è un titolo di merito. Renzi, come molti altri politici, o lo si ama o lo si odia, e non è la persona che passa inosservata. A differenza di Bersani, Renzi, che ha la moglie insegnante non di ruolo, ha evidenziato le pecche e le contraddizioni del mondo della scuola che conosce bene per mutua induzione familiare.

Il 2 dicembre è alle porte. Le polemiche sulle regole e sul contributo fisso di 2 euro (ritenuto eccessivo da molti e che verrà nuovamente richiesto, fino a prova contraria) non accennano ad attenuarsi. Renzi, e il suo comitato, hanno cercato fino all’ultimo momento di permettere l’iscrizione a tutti quelli che non erano andati a votare al primo turno, senza doversi presentare alla commissione provinciale a giustificarsi in modo da essere ammessi al ballottaggio. Tutto inutile, almeno fino ad ora. Le notizie che giungono da Roma non sono incoraggianti per Renzi e i suoi sostenitori. Luigi Berlinguer, garante delle regole delle primarie del centro sinistra, in merito alle richieste pervenute da molti ha risposto con un secco “niet” mettendo così una pietra tombale alle istanze renziane.

Sul fronte opposto abbiamo scritto settimana decisiva più per il centro-destra che il centro-sinistra in quanto molti nodi verranno al pettine e dovranno essere sciolti prima che sciolga il partito. Infatti, l’unica cosa certa che sappiamo ad oggi è che il centro-destra (PDL) è in una crisi nera e rischia lo sfaldamento o, a seconda dei gusti, lo scioglimento come la neve al sole. Silvio Berlusconi, il padre nobile del centro-destra rischia di fare come il Conte Ugolino che si mangio i figli. Settimane intense per Berlusconi e i suoi collaboratori allo scopo di registrare il nome del Partito con il quale staccarsi definitivamente dal PDL.

Oggi è giunta la notizia che le primarie del centro-destra, caldeggiate dal Segretario Alfano, non si faranno, almeno fino al 16 di gennaio 2013 ovvero a meno di 2 mesi dalle elezioni. Questo cosa significa? Molti vedono in questa notizia la morte definitiva del PDL con relativo spacchettamento tra la componente degli ex AN (La Russa in testa) e la componente liberale e socialista della vecchia Forza Italia. Facendo così, nell’animo di Berlusconi, ci sarebbe quel riavvicinamento al centro moderato a cui tutti (destra e sinistra) guardano, guidato da Casini e dal neo arrivato Montezemolo.

Berlusconi è un uomo di sondaggi. Di fatto ha mandato “al mare” l’ex sindaco di Milano Albertini non sostenendolo nella canditura alla presidenza della regione Lombardia e facendo un “endorsment” a favore del segretario della Lega Roberto Maroni. Solo una questione di feeling pregresso con il neo leader leghista oppure un mero calcolo elettorale in attesa delle nuove alleanze che si dovranno fare prima delle elezioni regionali e poi di quelle politiche di Marzo 2013? Tutto ci può stare e sarebbe anche nell’ordine delle cose (berlusconiane) e siamo convinti che il Cavaliere, con un partito nuovo (Italia? Granditalia?), non dovendo fare il conto con l’ingombrante peso del passato politico coglierebbe “due piccioni con un fava”. Infatti, potrebbe fare accordi con nuovi alleati e si liberebbe di molti colonnelli ex AN che in questo progetto non avrebbero spazio e che sarebbero costretti a lasciarlo ai nuovi, mettendosi da parte, oppure fondando un nuovo partito che si rifacesse ai valori storici della destra, meno liberista e capitalista.

Annunci

Informazioni su Bruno Angelo Porcellana

Mi piace viaggiare, scattare fotografie e sono molto curioso. Mi piace la multimedialità artistica in tutte le sue forme. Sono un appassionato fotografo, mi piace scrivere ma più di tutto sono interessato alle novità, mi piace scoprire e imparare. Mi piace andare al Cinema. Mi piace sentire la musica in generale, dall'Hard Rock alla sinfonica. I love take pictures, I love writing and I am very curiuous. I like to travel. I like the multi-media in all its forms, video and audio. I'm curious, I like to discover and learning. I like to go to the cinema, I like to hear the music from hard rock to symphonic.
Questa voce è stata pubblicata in Politica e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...