Berlusconi e Monti, 18 anni di amore e…. Come affossare il PD senza colpo ferire

E’ notizia di pochi giorni fa che Silvio Berlusconi abbia deciso di ridiscendere in campo e affrontare l’ennesima campagna elettorale per la guida del paese. L’annuncio ha destato non poca preoccupazione e polemiche sia a livello nazionale che internazionale, dopo che il PDL aveva tolto la fiducia al Governo Monti costringendolo di fatto a rassegnare le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato.

Non è stata una sfiducia aperta del PDL con un voto contro ma un “non voto” e così facendo Berlusconi si è lasciato la porta aperta nel caso qualcosa non fosse andato come desiderato o che le polemiche avessero avuto il sopravvento costringendolo a fare un passo indietro, cosa che puntualmente è avvenuta.

Chi conosce bene Berlusconi sa che è un combattente nato. L’anno sabbatico forzato e il sostegno “obtorto collo” del Goveno Monti, dovuto al disarcionamento “senza sfiducia” lo aveva allontanato dalla vita politica attiva facendo sembrare che ormai fosse destinato al viale del tramonto e fare il padre nobile del PDL. Su questa strada si inseriva anche la nomina di Angelino Alfano a segretario del PDL e il tentativo di dare una parvenza di partito aperto con le primarie del centrodestra. Tutto lineare e semplice, vero? Niente affatto. Berlusconi lo aveva promesso che avrebbe tirato fuori dal cilindro un coniglio e dopo quello che è avvenuto nei giorni passati a Brusselles questo sarebbe stato nelle intenzioni del Cavaliere, Mario Monti. Il professore di Varese ha sempre evitato di schierarsi apertamente con i moderati anche se, come aveva fatto presente il Ministro Riccardi, intervendo tempo fa al programma “Ottoemezzo” della Gruber, Monti non è insensibile alla possibilità di essere il candidato di uno schieramento che comprenda Casini, Montezemolo, lo stesso Riccardi e altri ministri dell’attuale Governo che si riconoscano in un area moderata-cattolica. Fantascienza? Potrebbe sembrare ma per certi versi è molto più reale di quello che potrebbe apparire.

A Bruxelles è andata in scena la riunione degli equivoci. Con un “coupe de théatre” da fare invidia a Berlusconi, il presidente del Consiglio ha partecipato alla riunione degli esponenti politici del Partito Popolare Europeo. Oggetto ufficiale, situazione politica italiana a seguito delle dimissioni presentate del Governo Monti. L’ex commissario europeo, sempre molto schivo a partecipare a riunioni politiche, essendo lui un “tecnico”, ha ricevuto il sostegno (endorsement) dell’establishment del PPE (da Barroso alla Merkel) e l’augurio che l’Italia possa continuare con l’agenda Monti (meglio ancora con lo stesso Monti). Ha fatto effetto vedere Monti e Berlusconi nello stesso consesso e con il giustiziere del professore a cercare di auto promozionarsi come futuro premier e nel contempo affermare che avrebbe fatto un passo indietro se Monti decidesse di essere il candidato di un ampio “rassemblement” dei moderati italiani. Chissà cosa ne pensi veramente Berlusconi e questa discesa in campo di Mario Monti, ma ancora di più Bersani e il centrosinistra. L’avvicinamento di Monti al centro e in modo particolare al centrodestra non è una cosa nuova. Ricordiamo che Monti è andato in Europa su proposta di Berlusconi e dello schieramento che all’epoca governava in Italia.

Tutti spingono che l’agenda Monti, con le sue riforme in itinere o in attesa, venga portata avanti dalla persona che ha dato il nome alla stessa ma con quello che è successo a Bruxelles come viene considerata dal centrosinistra e il suo candidato premier Bersani la discesa in campo del premier?

Prima di valutare l’effetto Monti nel centrosinistra, ricordiamo la nostra posizione critica assunta nei confronti Mario Monti e al suo Governo “tecnico” dai primissimi giorni dal suo insediamento. In passato abbiamo scritto che la soluzione adottata a suo tempo dal Presidente Napolitano (quasi in modo semipresidenziale) non fosse la soluzione migliore dei problemi dell’Italia e, checché molti insistano a dire che abbia salvato l’Italia dal baratro, purtroppo i fatti ci stanno dando ragione. Molti parametri sono negativi e a parte lo spread tra il Bund tedesco e Btp decennale italiano, che è sceso a 330 punti base dai 570 dello scorso anno e della “pseudo” credibilità internazionale ritrovata, il resto è da dimenticare. Molto rigore e poco sviluppo con scelte poco oculate e spalmate sui ceti medio bassi, quelli più a rischio in questo momento di crisi globale. Il Governo Monti ha lavorato molto per l’Europa (rigore) e per la soluzione dei problemi delle banche (vedasi la Banca Centrale Europea e il problema Grecia). In Italia a firma del ministro Fornero sono state introdotte due riforme (Pensioni e Lavoro) che incideranno negativamente su chi le dovrà subire, in modo particolare i lavoratori dei ceti medio bassi che non sono nelle condizioni di emanciparsi dalla dal lavoro con il rischio di vedere l’assegno pensionistico ridotto sempre più e i pensionati da 33 mila euro mese se la ridono.

Bersani, durante la campagna elettorale per le primarie del PD, ha sempre affermato che Monti è una risorsa per l’Italia e crediamo che in cuor suo mai si sarebbe aspettato che scendesse direttamente in campo rischiando di mandare all’aria tutti i progetti del Segretario del PD. La battaglia con Renzi per la “nomination a candidato premier” è stata dura ma il rischio forte è che a febbraio il PD, primo partito nei sondaggi, non abbia i numeri e debba scendere a compromessi con la parte moderata (Casini in primis) con buona pace del SEL e dei vendoliani che pur avendo firmato la carta d’intenti delle primarie PD sono contrari ad un Monti bis. In questo ultimo periodo l’ex presidnete della Regione Emilia Romagna ha fatto capire apertamente di essere contrario alla discesa in campo diretta di Monti. Per essere credibile nel segno della continuità ha dichiarato che non modificherà l’articolo 18 e probabilmente non metterà mano alle riforme (sia del lavoro che delle pensioni). Quest’ultime non per mancanza di volontà ma in quanto non avrà la forza in Parlamento per poterle fare. Il PD ha fatto parte di questa strana maggioranza insieme all’UDC e il PDL che ha sostenuto il professore. Un Parlamento poco credibile che in questi mesi ha avallato scelte opinabili governative e che rischiano di mettere il paese in ginocchio. I dati non mentono e la stessa politica di rigore seguita all’Italia è già stata applicata in Portogallo senza benefici. Errare è umano ma perseverare è diabolico e se poi l’errore viene fatto sulla nostra pelle è ancora peggio.

Sarà un argomento trito e ritrito ma secondo noi, il Partito Democratico con le dimissioni di Berlusconi nel 2011 doveva chiedere le elezioni e andare al Governo cosa che non ha fatto o forse non gli è stato concesso, visto e considerato che il sistema istituzionale italiano prevede che il Capo dello Stato prima di sciogliere le Camere debba vedere se c’è una maggioranza che sostenga in Parlamento un Governo, cosa che è avvenuta con Monti. A parte questo, non di poco conto, successivamente il PD avrebbe dovuto cercare un consenso ampio  per poter fare le riforme e queste sarebbero state politiche e non tecniche. Il tempo è passato e ora il rischio di rimanere al palo per Bersani è enorme se Monti non cambierà idea nel presentarsi o dare il suo sostegno a una parte politica ben definita e sostenuta anche dalla Chiesa. Come si potrà fare una campagna contro Monti dopo averlo sostenuto in questi mesi? Come riuscirà il PD ad uscire dall’angolo nel quale si è andato a chiudere?

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Informazioni su Bruno Angelo Porcellana

Mi piace viaggiare, scattare fotografie e sono molto curioso. Mi piace la multimedialità artistica in tutte le sue forme. Sono un appassionato fotografo, mi piace scrivere ma più di tutto sono interessato alle novità, mi piace scoprire e imparare. Mi piace andare al Cinema. Mi piace sentire la musica in generale, dall'Hard Rock alla sinfonica. I love take pictures, I love writing and I am very curiuous. I like to travel. I like the multi-media in all its forms, video and audio. I'm curious, I like to discover and learning. I like to go to the cinema, I like to hear the music from hard rock to symphonic.
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