Monte Paschi di Siena. La crisi dell’Istituto senese rischia di fare male al Partito Democratico? A chi giova la polemica?

Mancano meno di 30 giorni all’apertura dei seggi elettorali e la questione Monte dei Paschi di Siena, della sua crisi in borsa, del rischio della sua futura ricapitalizzazione con soldi pubblici e del rischio di fallimento, è entrato a gamba tesa nella campagna elettorale. A chi stia facendo male non è dato a sapersi ma considerando l’area politica di appartenenza della fondazione Monte Paschi di Siena, si tratta di un segreto di pulcinella che tra poco scopriremo.

A seguito delle dimissioni di Giuseppe Mussari (già ex numero uno della banca senese) da presidente dell’ABI (Associazione banche italiane) il bubbone dei derivati (e dei debiti di cui è oberato l’istituto senese) è esploso in tutta la sua potenza più distruttiva e come finirà questa vicenda, nulla si sa.

Chi più e chi meno, a dire la verità quasi tutti hanno cercato di prendere le distanze dall’istituto bancario senese (tra questi anche la Banca d’Italia) e ha fatto un certo effetto sentire la dichiarazione attribuita a Silvio Berlusconi il quale non potrebbe parlare male del Monte Paschi in quanto ai tempi della realizzazione di Milano2, l’istituto bancario fu uno tra gli istituti che crebbe in lui e lo finanziò. Questo è il famoso caso quando la finanza aiuta un cittadino (Berlusconi) che anni dopo diventa l’acerrimo nemico del partito di riferimento della Banca e lo fa crescere.

Pierluigi Bersani, candidato premier del centrosinistra, per cercare di limitare i danni e differenziarsi, ha affermato che il Partito Democratico fa il Partito Democratico e la banca fa la banca, dimenticandosi, come avvenuto in altri settori (sindacale in primis) la stretta vicinanza tra politica e finanza. Non dimentichiamoci che l’ex sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, è presidente della fondazione San Paolo. Ricordiamo che Matteo Renzi, sindaco PD di Firenze, fu attaccato durante le primarie per il candidato premier del centrosinistra, per una cena in quel di Milano con esponenti del mondo finanziario.

La crisi del Monte dei Paschi di Siena viene da lontano. Un management non idoneo che con una serie di decisioni che si sono rivelate sbagliate (dall’acquisizione della Banca121 fino alla drammatica e sanguinosa operazione Antonveneta) ha portato l’istituto di credito se non sull’orlo del fallimento sicuramente in una situazione di crisi che rischia di mettere in seri guai le persone, e non solo, che hanno creduto nella più antica banca italiana.

Dopo polemiche politiche attorno all’aiuto (allo stato attuale presunto) da parte del Governo Monti di circa 3,9 miliardi (1,9 miliardi di Monti bonds e 2 miliardi dal rimborso, come ha cercato di spiegare oggi Monti durante la trasmissione Radio anch’io su Radio1, si deve registrare che quasi tutti i partiti, escluso ovviamente il PD, si sono accaniti su Monti e il suo aiuto e dell’enorme cifra che si sarebbe mangiata una parte dell’IMU e non solo. Non entriamo in questa diatriba anche se, tra le parti in causa, non c’è concordanza di vedute e ci mancherebbe, ma la sostanza non cambia, purtroppo; in caso di necessità lo Stato italiano dovrà intervenire ad aiutare il Monte Paschi di Siena a ricapitalizzare e forse nazionalizzarla. Ricordiamo che l’unico caso di nazionalizzazione risale agli anni 60 con la nascita dell’Ente Nazionale Energia Elettrica (ENEL) e di acqua sotto i ponti ne è passata ma ciò potrebbe ricapitare.

Quanto accaduto a Siena va a braccetto con quanto ben evidenziato alcune settimane fa dalla trasmissione Report e la situazione di sofferenza dell’Istituto con operazioni a carico dei clienti al limite della legalità. Stupisce la posizione che ha assunto la Banca d’Italia dichiarando, nell’immeditato delle notizie negative apparse sul Monte dei Paschi di Siena, che non sapeva nulla della questione Banca Nomura/derivati ed era all’oscuro  dei comportamenti della vecchia dirigenza (sigh!). Ma dov’era organismo di controllo che non si è accorto di nulla anche se la situazione non era delle più lineari e le denunce pubbliche non scarseggiavano? Oggi Beppe Grillo ha chiamato in causa l’attuale presidente della Rai, la dottoressa Anna MariaTarantola, quando era Funzionario generale preposto all’Area Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia e del fatto che non si fosse mai accorta né lei né i suoi collaboratori di quello che stava avvenendo a Siena.

Come avvenuto in passato con Berlusconi (le analogie si possono trovare, pur se in campi differenti) si è dovuto attendere l’intervento dell’EBA (associazione banche europee) affinché si decidesse una ricapitalizzazione dell’istituto e Monti, come avvenuto in passato con il Cavaliere , ha dovuto cedere alle pressioni europee e dare una mano al Monte Paschi o almeno, prevedere un intervento da 4,9 miliardi.

Ora la palla è in mano agli organismi competenti (banca d’Italia, Consob e ovviamente, la magistratura). Il presidente del Monte dei Paschi di Siena, Alessandro Profumo, ex amministratore delegato di Unicredit, ha una patata bollente da trattare per le mani e l’augurio che ci facciamo e che facciamo a tutti è che la situazione della banca senese si risolva il più velocemente possibile in modo tale che anche il sistema bancario italiano, già andato sotto pressione per altre vicende, non arretri ancor di più non facendo il mestiere proprio delle banche ovvero quello di prestare denaro a chi lo chiede e in modo particolare alle piccole imprese e alle famiglie. La crisi morde e se il sistema bancario perdesse la fiducia della gente il rischio di anni bui si fa sempre più concreto.

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Informazioni su Bruno Angelo Porcellana

Mi piace viaggiare, scattare fotografie e sono molto curioso. Mi piace la multimedialità artistica in tutte le sue forme. Sono un appassionato fotografo, mi piace scrivere ma più di tutto sono interessato alle novità, mi piace scoprire e imparare. Mi piace andare al Cinema. Mi piace sentire la musica in generale, dall'Hard Rock alla sinfonica. I love take pictures, I love writing and I am very curiuous. I like to travel. I like the multi-media in all its forms, video and audio. I'm curious, I like to discover and learning. I like to go to the cinema, I like to hear the music from hard rock to symphonic.
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