Grillo vince, Bersani perde e Berlusconi gongola. Quale futuro per gli italiani?

E’ passata quasi una settimana da quando i risultati delle ultime elezioni politiche hanno stravolto la vita politica e non solo, italiana. L’ex fenomeno Grillo, ormai divenuto una certezza con i suoi 8.688.231 voti alla Camera e 7.285.477 voti al Senato, è al centro di tutte le discussioni politiche, sia di destra che di sinistra, in quanto, con il grande numero di parlamentari eletti potrà essere il futuro ago della bilancia del nuovo governo che si dovrà andare a formare.

Se il buongiorno si vede dal mattino, sarà molto difficile per i membri del nuovo Parlamento raggiungere l’intesa per la costituzione di un Governo stabile di legislatura. I numeri purtroppo, non ci sono. Bersani, pur essendo arrivato primo non ha vinto e non ha i numeri in Senato per essere autonomo. Grillo ha già dettato le sue regole stravolgendo l’agenda politica e inserendo argomenti che fino a 10 giorni fa sarebbero stati tabù: la riforma della legge elettorale, il conflitto d’interessi e liste pulite (ovvero fuori dal Parlamento i condannati).

Prima di cercare di fare un’analisi politica di quello che potrebbero essere gli scenari futuri, bisogna capire meglio i risultati che le urne hanno dato e in modo particolare comprendere come gli italiani hanno votato. E’ chiaro che il Movimento di Grillo ha vinto, Bersani non ha vinto e Berlusconi, con una campagna elettorale aggressiva è riuscito a limitare i danni e passare, agli occhi della gente, quasi come un vincitore pur avendo perso milioni di voti.

Infatti, dalle analisi e dalla messa a confronto del voto delle due ultime competizioni elettorali quella del 2008 con quella del 2013, effettuate dall’Istituto Cattaneo, i partiti tradizionali sono stati abbandonati da fette impressionanti di elettori. Grave è stata la debacle sulla dorsale adriatica dei democratici e addirittura drammatica la caduta pidiellina nelle regioni del centro Italia. Le camicie verdi maroniane quasi scompaiono anche dalle abituali roccaforti. Non parliamo degli altri movimenti che, a parte la Lista Civica di Monti in Senato, si sono fermati sotto la soglia di sbarramento rimanendo fuori dal Parlamento.

Il dato nazionale indica che il Partito Democratico ha perso il 30% dell’elettorato che lo aveva scelto nel 2008 e che tradotti in voti significano meno 3.435.958 rispetto alle precedenti elezioni politiche, pari a una contrazione del 28% (-28,4%). In generale, il partito di Bersani ha subito un arretramento considerevole lungo tutta la dorsale adriatica, ossia nell’area economicamente più dinamica del Centro-Sud.

Ancora peggio è andata al Pdl. Il dato nazionale indica che il Popolo della Libertà abbia perso circa la metà dell’elettorato che lo aveva scelto nel 2008. Il partito di Berlusconi ha subito una riduzione dei consensi tra il 2008 e il 2013 pari a quasi il 50% (-46%, 6.296.744 voti). Con questi dati non si riesce a comprendere come il PDL possa gioire per i risultati. In un partito normale il leader pro tempore darebbe le dimissioni.

Anche la Lega Nord ha perso oltre la metà dei consensi raccolti nel 2008 (-54%, 1.631.982 voti) con una
riduzione molto superiore alla media nelle regioni della “zona rossa” (-68%), area in cui il partito di Bossi si era esteso proprio in occasione della vittoria di Berlusconi mostrando una capacità di penetrazione a Sud del Po. L’evoluzione è stata più negativa nelle roccaforti del Nordest (-61%), mentre nel Nord-ovest (-49%) il forte declino in Piemonte (-64,3 %) e Liguria (-68%) è stato solo parzialmente compensato da una perdita minore in Lombardia (“solo” il 44,2% in meno.

Nessuno può dimenticare il ciclone giudiziario che ha colpito la Lega e i suoi vertici nei mesi passati. Con la caduta di Formigoni (anch’egli colpito dagli strali legali) la Lega è riuscita ad imporre un suo candidato a n. 1 della Lombardia. L’ex ministro degli Interni Roberto Maroni è diventato presidente della Regione Lombardia e presto dovrà lasciare la segreteria nazionale del partito. Nei prossimi giorni vedremo chi prenderà le redini del Movimento leghista a livello nazionale anche se l’attuale leader durante un intervista su Panorama si è speso per una rosa di nomi che vede Sonia Viale, Matteo Salvini, Luca Zaia e Roberto Cota in pole position per la seggiola di via Bellerio.

E’ stata una settimana intensa sotto tutti i punti di vista. La vittoria di Grillo ha dato fiato ai “mercati” di far aumentare di nuovo lo spread tra il BTP italiano e il Bund tedesco con le negative conseguenze, le dichiarazioni internazionali sulla situazione italiana con l’intervento del presidente della Repubblica che durante la visita ufficiale a Berlino non ha partecipato ad una cena ufficiale con il candidato dell’SPD che ha usato parole pesanti nei confronti dell’Italia.

Cosa succederà è difficile da dire. Grillo è contrario ad un premierato Bersani e pur avendo molti punti di convergenza con la sinistra italiana ha difficoltà a dire che l’esponente che dovrà guidare il governo dovrebbe venire da sinistra ma non dovrebbe avere le generalità del suo Segretario attuale. Il PD non vuole fare un passo indietro e forse la situazione si chiarirà il prossimo mercoledì con la riunione della segreteria nazionale del PD e con il passo indietro di Bersani.

Fantascienza? Forse real politik di germanica memoria. Un nuovo candidato premier proposto dal PD potrebbe trovare il consenso dei grilli e permettere al presidente della Repubblica di candidare qualcuno e fare questo governo richiesto da tutti e in modo particolare dall’Europa. L’Italia è una nazione importane man non dimentichiamoci degli altri paesi, Grecia in testa. Nel paese ellenico si muore di fame. Il rigore tedesco sta mettendo in ginocchio la Grecia e i suoi abitanti che stanno morendo di fame. E’ questo che la nuova classe politica italiana vuole per il suo popolo?

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Informazioni su Bruno Angelo Porcellana

Mi piace viaggiare, scattare fotografie e sono molto curioso. Mi piace la multimedialità artistica in tutte le sue forme. Sono un appassionato fotografo, mi piace scrivere ma più di tutto sono interessato alle novità, mi piace scoprire e imparare. Mi piace andare al Cinema. Mi piace sentire la musica in generale, dall'Hard Rock alla sinfonica. I love take pictures, I love writing and I am very curiuous. I like to travel. I like the multi-media in all its forms, video and audio. I'm curious, I like to discover and learning. I like to go to the cinema, I like to hear the music from hard rock to symphonic.
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3 risposte a Grillo vince, Bersani perde e Berlusconi gongola. Quale futuro per gli italiani?

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  2. fausto ha detto:

    La morte per fame non è all’orizzonte. Semmai lo scoppio dell’euro, e questa cosa farebbe danni anche in casa d’altri. Al momento credo che potremmo navigare in relativa calma, se non fosse per il collasso del nostro apparato industriale….

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